Emergenza lavoro, la Regione si impegna… e poi?

“Faremo tutto il possibile, con ogni strumento a nostra disposizione”. E’ la frase “standard” con cui abitualmente l’assessore al Lavoro Pentenero risponde ai nostri atti sulle crisi aziendali piemontesi. Ma come si concretizza questo impegno e quali risultati si ottengono grazie alla Regione? Poco o niente.

Facciamo il punto sui casi che abbiamo finora sottoposto all’attenzione dell’assessorato.

Il primo impegno preso dalla Giunta è stato quello nei confronti della Vertek Lucchini di Condove. Pentenero a luglio aveva garantito la presenza regionale ai tavoli del Ministero e, successivamente, ha più volte annunciato un imminente incontro con i lavoratori, con l’eventuale presenza del commissario straordinario Nardi (mai visto da queste parti). Mentre per gli altri stabilimenti del gruppo si è arrivati ad una vendita risolutiva con salvaguardia occupazionale, la produzione dello stabilimento condovese è prossima al collasso e i lavoratori vivono nella totale incertezza sul loro futuro. Forse la Regione, con una maggiore presenza, avrebbe potuto contribuire ad un esito migliore.

La mozione a 5 stelle per chiedere un intervento tempestivo della Giunta per salvaguardare 45 posti di lavoro all’Azimut di Avigliana giace in qualche cassetto da ottobre. Sarà un caso che l’azienda è di proprietà di un parlamentare di Scelta Civica?

L’ordine del giorno per impedire la delocalizzazione della Dayco di Ivrea, depositato il 5 di agosto, non è ancora stato discusso e gli operai dell’azienda non hanno visto nessun esponente della Regione Piemonte.

E’ simile la condotta sui casi De Tomaso di Grugliasco, Agrati di Collegno e Rotosud di Moncalieri. In tutte e tre le vicende la Giunta è intervenuta, partecipando alla stesura di accordi che si sono rivelati successivamente carta straccia (per non dire altro). Su De Tomaso la fregatura è arrivata direttamente dalla Regione che a parole “tutela di lavoratori” ma, nero su bianco, sul bando pubblicato di recente, non c’è traccia di garanzie occupazionali. Per Agrati invece il colpo basso arriva dal Governo con il mirabolante Jobs Act. Secondo anno di cassa integrazione sparito per 80 dipendenti grazie alle novità di Renzi, collega di partito di Pentenero and Company. Infine per Rotosud la dirigenza si rimangia quanto sottoscritto in Regione e si sente libera di affittare il ramo d’azienda ad una piccola realtà imprenditoriale sulla quale ci sono seri dubbi circa la possibilità di mantenere i livelli occupazionali.

La Regione si è rivelata totalmente impotente a fronte di speculazioni che alcuni imprenditori stanno mettendo in atto. Ne è un esempio Arcese di Rivalta dove l’esternalizzazione del servizio va a beneficio degli autotrasportatori provenienti dall’est europa determinando esuberi in azienda.

Infine per il caso Worksys di Rivarolo Canavese la risposta dell’assessorato sulla tutela dei lavoratori è stata evanescente in quanto la dirigenza risultava “irreperibile”.

Sulla Lavazza di Torino la tazzina è colma! Chiamparino anni fa si entusiasmava per la volontà di investire sul territorio torinese ora la Regione gira la testa dall’altra parte quando l’azienda ricorre alla cassa integrazione pur avendo un piano industriale in espansione, come dimostra l’acquisizione recente di due marchi francesi.

Questi sono i risultati, ma loro hanno fatto “tutto il possibile”…